| NEWSLETTER | ::: | MARZO 2026 |
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Istituto Superiore d'Istruzione "Carlo Piaggia" |
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Il viaggio della 4A e 4B LAM sul Treno della Memoria. |
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Esistono luoghi in cui è bello ascoltare il silenzio, Cracovia è uno di questi, ma sorprendentemente essa racchiude in sé anche altro. Le sue vie presentano cupe ambientazioni che ricordano i luoghi dalle atmosfere dell’est rigoroso e grigio, i quartieri ebraici dove si sono consumate tragedie umane, ma anche palazzi in stile rinascimentale tipici di un’Italia che ha contribuito all’urbanizzazione di questa città e piazze vissute da giovani che ballano e suonano, vicoli in cui si nasconde una vivace vita notturna con pub alla moda, ristoranti dove è possibile gustare gulash e pierogi, una specie di raviolo nostrano. Ma tra le vie percorse in modo frettoloso dai polacchi intenti a combattere il freddo si nasconde un passato tormentato, quello dell’invasione tedesca che ha portato nel paese distruzione, dolore e morte. Gli studenti del Liceo artistico audiovisivo e multimediale di Viareggio hanno vissuto in questa parte di mondo, fino a poco tempo fa sconosciuta, un’esperienza toccante e incisiva, quella della visita a Cracovia e ai luoghi della memoria storica avendo l’opportunità di visitare i campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau. In questi luoghi si sono calati in una realtà fatta di oggetti sottratti agli ebrei: valigie, scarpe, beni preziosi, memoriali, disegni di bambini consapevoli di quello che stavano vivendo; di foto che li ritraevano prima sorridenti e poi agghiacciati dalle atrocità a cui erano sottoposti. L’oppressione provata nell’entrare fisicamente nelle camere a gas ha scatenato non solo un forte senso di doloroso disagio interiore, ma la necessità di isolarsi ognuno nel proprio silenzio. Immergendosi nell’immensità dei campi essi si sono sentiti disorientati e hanno percepito la veridicità degli eventi che fino a quel momento non avevano ancora toccato con mano, ma solo osservato sui libri scolastici. La sistematicità di come quei luoghi erano organizzati ha inorridito e fatto commuovere tutti, sollevando la domanda di come sia possibile che l’uomo provochi così tanto dolore a un suo simile. Ci sono luoghi dove tacere è doveroso, dove le costruzioni, gli arredi, i semplici oggetti raccontano una storia che dovrebbe insegnare a tutti ciò che è giusto e ciò che è assolutamente vietato fare. Ci sono luoghi dove la storia permane, incisiva, soffocante, terribile che urla a tutto il mondo che il valore più grande è rimanere UMANO. |
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Gli studenti dell'indirizzo Audiovisivo e Multimediale del Liceo Artistico "Piaggia" di Viareggio hanno preso parte all'iniziativa promossa dall'Associazione "Treno della Memoria", affrontando un viaggio dal profondo impatto emotivo, fisico e psicologico.
Classe 4B LAM |
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InnovAzione |
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Formazione Docenti: crescita e innovazione Passi di Consapevolezza: Tra Natura, Corpo e Paesaggio - formazione in cammino |
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Si è conclusa la prima formazione in cammino organizzata dall’ ISI Piaggia a cui ha partecipato un numeroso gruppo di docenti. Formatori i proff. Antonini, Filidei, Nardi e Papi. E’ un percorso formativo innovativo che integra mindfulness, conoscenza storico-naturalistica del territorio e consapevolezza motoria attraverso esperienze di trekking consapevole. I docenti sperimentano in prima persona metodologie di didattica esperienziale e outdoor education, acquisendo competenze concrete per progettare uscite didattiche interdisciplinari con le proprie classi. Fondamento scientifico: il progetto si basa su evidenze neuroscientifiche che dimostrano come l'apprendimento incarnato (embodied learning), il movimento e l'esperienza emotiva in contesti reali potenzino memoria a lungo termine, motivazione e acquisizione di competenze trasferibili. Ricaduta didattica: i docenti formati costruiranno percorsi esperienziali replicabili con le classi, trasformando l'outdoor education da evento occasionale a metodologia curricolare stabile, con impatto sulla motivazione degli studenti, apprendimento significativo e valorizzazione del territorio.
Attività proposte: Scienze, Scienze Motorie, Pratiche di consapevolezza |
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Formatrice : prof.ssa Benedetta Antonini - scienze motorie Il cammino come esperienza motoria consapevole All’interno del percorso è stato dedicato uno spazio specifico al cammino in senso motorio, inteso non solo come semplice spostamento, ma come pratica educativa che parte dal corpo e si estende all’ambiente e alle relazioni. La docente di Scienze Motorie ha guidato i colleghi in una sequenza di attività pensate per rendere il cammino un’esperienza completa, attenta e consapevole. In un primo momento sono stati proposti esercizi di mobilità articolare per preparare il corpo: movimenti mirati alle articolazioni degli arti inferiori e ai cingoli, in particolare bacino e spalle, per attivare in modo armonico la muscolatura e favorire una postura funzionale al cammino. Con questi esercizi è stato stimolato l’equilibrio dinamico, essenziale nella camminata. Successivamente il gruppo ha sperimentato esercizi dinamici in avanzamento, focalizzati sulla percezione del passo: variazioni di ritmo, alternanza tra accelerazioni e rallentamenti, modifiche dell’ampiezza del passo e dell’appoggio del piede. Queste proposte hanno permesso ai partecipanti di osservare come il corpo si adatti spontaneamente ai diversi stimoli e come il cammino possa diventare un vero strumento di ascolto motorio. Durante l’intero tragitto il passo ha incontrato terreni differenti — cemento, sabbia, passerelle, sentieri naturali — offrendo al corpo l’occasione di rispondere in modo sempre nuovo, modulando equilibrio, forza, stabilità e percezione. Attraverso semplici protocolli di cammino consapevole, la docente ha voluto porre l’attenzione sul valore educativo del movimento lento, attento, intenzionale, capace di connettere corpo, ambiente e presenza mentale. |
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Formatrice: prof.ssa Filidei - scienze Il percorso all’interno della macchia lucchese alla Lecciona è iniziato alla sbarra in fondo al viale Europa. La prof.ssa Selene Filidei ha fatto un’introduzione sul parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, evidenziando che la pineta composta sia dal pino da pinoli (Pinus pinea) che dal pino marittimo (Pinus pinaster) è stata piantata a partire dal Settecento con lo scopo di ricavarne pinoli e pece dal primo, mentre il pino marittimo formava una barriera dalla salsedine. Il parco regionale è stato istituito nel 1979 per proteggere un ambiente molto esteso che abbraccia 5 comuni (Viareggio, Massarosa, Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano) e che comprende terreni agricoli, centri abitati, attività antropiche, ambienti con la macchia mediterranea, zone umide (le lame ed il lago di Massaciuccoli), il mare, le dune e zone a riserva integrale situate a S.Rossore. Il gruppo si è addentrato nel parco percorrendo la via del Vialone, ha osservato i pini da pinoli con la loro caratteristica chioma ad ombrello, i pini marittimi molto più esili, un laghetto retrodunale con la sua tipica vegetazione lacustre, ha visto planare le folaghe sulle sue acque. Lungo il percorso è stato possibile osservare le diverse piante endemiche della macchia mediterranea: il leccio, il corbezzolo, il ginepro coccolone, la ginestra, il cisto, lo strappabrache, il lentisco, l’asparago selvatico. Infine il percorso è continuato nella direzione del mare tramite un camminamento in legno, nell’ambiente delle dune: lì la vegetazione era sempre più bassa e caratterizzata dal ginepro coccolone, elicriso (detto camuciolo). Più vicini al mare si sono osservate piante pioniere come l’eringio marittimo capaci di resistere alla salsedine marina, alla poca acqua e alle elevate temperature estive. Le dune sono il luogo dove nidifica il fratino, una specie aviaria protetta, perciò è molto importante non calpestare le dune e tenere i cani al guinzaglio. All’interno del parco è vietata la raccolta di piante e di fiori, mentre la pesca delle arselle, la raccolta degli asparagi e dei funghi è regolamentata, per i funghi serve un patentino che attesti la conoscenza delle diverse specie. |
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Formatori: prof. Nardi e Papi - pratiche di consapevolezza Nel contesto del nostro progetto, l’esperienza di consapevolezza non è una pratica "aggiuntiva" ma è integrata organicamente nel cammino, trasformando l'esperienza del camminare in un'occasione di consapevolezza continua. All'inizio del percorso il prof. Nardi ha invitato i colleghi a mantenere il cerchio per un breve esercizio di consapevolezza. L'ambiente naturale, la presenza dei colleghi e la motivazione condivisa hanno reso queste pratiche particolarmente efficaci. Il docente ha quindi indicato ai partecipanti, molti dei quali non avevano mai praticato mindfulness, un semplice modo per ancorarsi al momento presente: prima portando l’attenzione ai suoni circostanti, poi al corpo, ancora attivo per le pratiche precedenti, e infine al respiro e alla presenza consapevole. La pratica si è conclusa richiamando anche un sentimento di gratitudine per il lavoro svolto insieme. Sulla spiaggia il lavoro di consapevolezza è proseguito con la prof.ssa Papi, nuovamente in cerchio, con una pratica di respiro consapevole e di Body Scan psicosomatico. La bellezza dell’ambiente naturale – la spiaggia, il sole, il mare – insieme alla consapevolezza di aver dedicato la mattina alla formazione ha contribuito a creare un clima di particolare armonia durante la pratica. Questa esperienza mostra come il contesto influenzi significativamente la qualità dell’attenzione: un ambiente collaborativo, la dimensione del gruppo e la presenza di stimoli naturali favoriscono una riduzione della tensione e facilitano l’accesso a uno stato di maggiore consapevolezza. |
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